Cresce il mercato del cibo italiano all’estero: esportazioni in USA oltre il 13%


inserito da switchup in data 27-08-2018


Cibo italiano sempre più presente sulle tavole dei consumatori americani: +13,8% nei primi sei mesi dell’anno.

Le esportazioni di prodotti alimentari italiani nel mondo crescono: le vendite fuori dai confini nazionali hanno segnato un anno record, anche se nel settore export l’Italia si piazza solo quinta in Europa. Nel Bel Paese mancano grosse aziende in grado di competere con Olanda, Germania, Francia e Spagna.
L'export agroalimentare, celebrato come uno dei motori della ripresa dell’economia italiana, nel 2018 ha effettivamente portato le vendite oltre i confini di vino e cibo sopra i 40 miliardi. I tassi di crescita sono buoni, ma non si deve perdere di vista il quadro d'insieme: il cibo italiano è ancora alle spalle di altri grandi produttori, come la Germania (che esporta ben 76 miliardi, poco meno del doppio) e la Francia (60 miliardi).
Sono alcuni dati emersi dalla relazione di Nomisma al convegno del 15 marzo 2018 L'agroalimentare italiano alla prova dell'internazionalizzazione di Bologna, dalla quale emerge che la presenza all'estero è passata dall'essere una strategia di sopravvivenza a una opportunità di crescita.
Sebbene l'Italia abbia da sempre giocato un ruolo di primo piano nel commercio internazionale di prodotti agroalimentari, il calo dei consumi domestici conseguente agli effetti della crisi economica ha spinto le imprese alimentari italiane a rivolgersi sempre di più al consumatore straniero. Basti pensare che tra il 2007 e il 2017 il valore delle esportazioni agroalimentari italiane è passato da 22 ad oltre 40 miliardi di euro, record storico, sebbene ancora lontano dall'ambizioso traguardo che il Paese si è dato dei 50 miliardi al 2020. In particolare, a trainare questa crescita sono settori tipici del Made in Italy come lattiero-caseario, carne e derivati, vino, che, a partire dal 2007, hanno fatto segnare incrementi medi annui dell'export superiori al 6%
dice la società di ricerca.
Il vino resta il prodotto leader italiano, che incide per oltre un miliardo di dollari sui 2,5 totali. Il mercato americano ha visto una crescita dell’import made in Italy pari a +13,8% nei primi sei mesi, con il Belpaese leader nei settori olio d’oliva (+4%), formaggi (+19,6%), pasta (+18,1%), acqua minerale (+21,3%). Nel complesso, per il gigante americano l’Italia rappresenta il sesto fornitore di prodotti alimentari.
Sebbene il cibo sia il principale simbolo del Made in Italy, rispetto al resto d'Europa siamo quinti per export alle spalle di Olanda, Germania, Francia e Spagna “a dimostrazione di come la brand reputation da sola non sia sufficiente per affrontare i mercati internazionali e garantire una leadership. Conoscenza, competenza e organizzazione sono elementi indispensabili in questo processo di internazionalizzazione spesso appannaggio delle imprese più strutturate. Basti pensare che in Italia solamente l'1,7% delle imprese alimentari ha più di 50 addetti - contro il 10,5% della Germania o il 4,1% della Spagna - ed è in grado di esportare circa il 30% della propria produzione”.

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DETTAGLI ARTICOLO
COSA: Finanza, Economia e Lavoro;